Il nuovo campus del Polo di Lecco del Politecnico di Milano nasce dalla riqualificazione delle strutture che ospitavano l’ex ospedale di via Ghislanzoni. Con una superficie di circa 30000 mq e una dotazione di 27 aule per quasi 2800 posti oltre a tutti gli altri servizi connessi alla docenza e alla formazione, rappresenta il fiore all’occhiello del territorio lecchese e non solo. Il nuovo campus vuole porsi infatti come modello di riferimento per il mondo universitario italiano. L’Ateneo, attraverso l’attività sperimentale e il trasferimento tecnologico, punta infatti sulla qualità e sull’innovazione della didattica e della ricerca grazie a un rapporto fecondo con la realtà territoriale in cui si inserisce. Gli oltre 2000 studenti, di cui molti stranieri, potranno godere di una struttura pensata e realizzata con i più moderni criteri di sostenibilità, a tutto vantaggio delle persone che la vivranno e dell’ambiente in cui è inserita. Non è un caso che sia stata scelta Helvar per i sistemi di controllo della luce, azienda che da sempre ha sposato la filosofia green ed ecosostenibile e che si ritrova quindi in sintonia con l’intero progetto.

Un’università “aperta” al territorio e alla città

Nato dalla riqualificazione delle strutture che ospitavano l’ex ospedale Civile, la nuova sede lecchese dell’Ateneo ha previsto la realizzazione di strutture nuove, oltre al recupero di edifici esistenti e ha portato a nuova vita una parte della città da tempo dismessa. Una riqualificazione ancora più incisiva dal momento che a guidare la progettazione del nuovo edificio è stata l’idea di Università aperta, che potesse dialogare sia visivamente che realmente con il territorio. Alcune parti di essa sono infatti fruibili non solo dagli studenti ma anche dalla cittadinanza. L’università è infatti stata concepita come luogo in cui si produce scienza in mezzo al tessuto urbano, tra la gente che percorre e si affaccia alle “vetrine politecniche”, soffermandosi nel giardino wireless, connesso con il mondo. Quest’idea si è tradotta nel progetto dell’arch. Bodega che ha definito un edificio trasparente e permeabile in continuo dialogo con la città. La scelta dei materiali è caduta su quelli legati alla produzione e alla simbologia del territorio: alluminio, acciaio, vetro. Il bianco è il colore prevalente, così da attirare l’attenzione nello skyline cittadino e nello stesso tempo da creare un’immagine di leggerezza e luminosità. Forte il senso di continuità tra esterno e interno, reso possibile grazie alle grandi vetrate attraverso le quali si vedono le aree interne e le funzioni a cui sono adibite. Entro il 2015 a completamento del Campus verranno realizzati una nuova residenza universitaria e soprattutto un edificio che ospiterà alcuni laboratori del CNR in condivisione con i team scientifici del Politecnico di Milano.

Il Politecnico green

Un forte impatto estetico per un basso impatto ambientale: questo uno dei must dei progettisti e dell’amministrazione che ha fortemente voluto la sua realizzazione. Evidente dunque l’approccio dei progettisti che hanno posto particolare cura alle tecnologie costruttive e all’efficienza energetica degli impianti. ”Questo nuovo campus in cui il Politecnico sperimenta il modello universitario del futuro – spiega il rettore Azzone – deve essere esempio per tutta l’Italia sulla via da prendere per uscire dalla crisi: sinergie tra tecnologia e arte, tra ricerca e impresa, innovando e unendo gli sforzi e le capacità”. Per la costruzione è stato utilizzato un sistema prefabbricato, che si è tradotto in una cantierizzazione veloce e pulita. L’edificio, di classe energetica B, sfrutta risorse rinnovabili presenti nel sito, come acqua, sole, aria, per contenere i consumi energetici e le emissioni di biossido di carbonio in atmosfera. La climatizzazione è affidata a un sistema modulare di pompe di calore che utilizza l’acqua di falda. In sommità agli involucri inoltre sono posizionati pannelli fotovoltaici e pannelli eliotermici. “Sarà un’università green – ha affermato Paolo Bodega – costruita con materiali prevalentemente riciclabili. La stessa struttura, tra 40 anni, potrebbe essere smontata e riutilizzata in una logica di ristrutturazione”.

La luce e la sua gestione

Tra le tecnologie scelte per raggiungere le performance energetiche richieste vi è anche un impianto di gestione della luce che consente di utilizzare in modo efficiente l’impianto di illuminazione. In tutte le aule, gli uffici e nella hall è stato infatti previsto un controllo dei livelli di illuminamento in base alla quantità di luce naturale oltre a un controllo orario che porta allo spegnimento automatico delle luci. L’impianto di gestione comprende più edifici, andando però ad incidere in modo diverso a seconda delle zone. L’impianto DALI è infatti stato programmato per controllare le aree con maggior apporto di luce naturale perché affacciate sul cortile e dotate di ampie vetrate: aule, uffici e hall. In queste zone l’apporto di luce artificiale viene calibrato in base a quello di luce naturale e per quanto riguarda le aule è stata anche data la possibilità di scegliere tra più scenari luminosi. Nelle zone più interne, come per esempio i corridoi, dove arriva meno luce naturale e dove l’esigenza principale è quella della sicurezza, sono stati installati alcuni componenti che permettono di controllare gli apparecchi presenti, anche se solo per effettuare lo spegnimento programmato. “Dal punto di vista impiantistico – afferma l’ing Gnecchi di Elettromeccanica Galli – abbiamo studiato insieme allo staff Helvar uno schema che fosse innanzitutto semplice e in tal senso meglio gestibile e implementabile. La semplicità rappresenta infatti un plus notevole, nel momento in cui, una volta finita l’installazione e la programmazione, il cliente deve essere autonomo nella gestione quotidiana dell’impianto”.

A livello pratico, su ogni piano è stato previsto un router che a sua volta controlla due sottoreti DALI. Ogni aula è stata dotata di un multisensore, utilizzato per fare rilevazione di luminosità. Per agevolare le operazioni di installazione e manutenzione gli apparecchi di illuminazione (fluorescenti 1x80W) sono connessi a una blindo sbarra utilizzata anche per il bus DALI. Ogni aula è dotata di una pulsantiera posizionata in prossimità della cattedra che permette al docente di gestire i 5 diversi scenari possibili: tutto acceso, tutto spento, proiezione 1 e 2. Grazie a un modulo di interfaccia sempre Helvar, dalla medesima pulsantiera il docente è in grado di controllare le tende elettriche e la proiezione. La quantità di luce fornita dai singoli apparecchi viene invece definita in automatico dal sistema di gestione in modo da mantenere costanti i 500 lux richiesti. L’automatizzazione evita i tipici sprechi legati alla gestione manuale degli impianti tradizionali e consente di avere un comfort ideale per gli occupanti. “Tutti gli apparecchi dell’università – continua Gnecchi – sono controllati e fanno capo a un computer centrale posto nella control room. Questo permette di verificare costantemente i consumi zona per zona e di effettuare anche le verifiche previste sull’impianto di emergenza”. L’esperienza di Helvar nell’affrontare progetti di grandi dimensioni, ha permesso non solo di fare le scelte migliori dal punto di vista tecnico e di programmazione, ma di rispettare le tempistiche di realizzazione dell’intero edificio. Bisogna infatti ricordare che punto d’onore di tutti gli attori coinvolti (progettisti, il general contractor Colombo Costruzioni, Elettromeccanica Galli per l’installazione) è stato quello di essere riusciti a realizzare la struttura secondo il crono-programma definito nella fase di appalto. Un risultato sicuramente notevole, vista l’ampiezza della struttura.

 

1 Tra le tecnologie scelte per raggiungere le performance energetiche richieste vi è anche un impianto di gestione della luce che consente di utilizzare in modo efficiente l’impianto di illuminazione

2 In tutte le aule, gli uffici e nella hall è stato previsto un controllo dei livelli di illuminamento in base alla quantità di luce naturale oltre a un controllo orario che porta allo spegnimento automatico delle luci

3 Nelle zone più interne, come per esempio i corridoi, dove arriva meno luce naturale e dove l’esigenza principale è quella della sicurezza, sono stati installati alcuni componenti che permettono di controllare gli apparecchi presenti, anche se solo per effettuare lo spegnimento programmato.

 

 

Scheda d’impianto

Luogo

Politecnico di Milano – Polo territoriale di Lecco

Progettisti

Paolo Bodega Architettura

General Contractor e impresa di costruzione

Colombo Costruzioni – Lecco

Progetto impiantistico

Technion – Lecco

Progetto costruttivo e installazione impianti elettrici

Elettromeccanica Galli – Erba

 

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