erpTelevisori, lavatrici, frigoriferi, computer, radiosveglie, tostapane, ferri da stiro ecc. non più utilizzati possono avere una “seconda vita” utile per tutti e per l’ambiente.
Da quelli che ci sembrano oggetti ingombranti e senza alcun valore, infatti, si possono recuperare componenti riutilizzabili nel ciclo produttivo, andando così a ridurre il consumo di materie prime e di energia.

Dai dati di ERP Italia, Sistema Collettivo che in tutta Italia si occupa di gestire il ritiro e il riciclo dei rifiuti “tecnologici”, risulta che da lavatrici e lavastoviglie si possa riciclare una percentuale pari al 90% del loro peso medio tra parti metalliche, cavi, alimentatori e plastica.

Dai vecchi monitor a tubi catodici di televisori e computer si ricavano vetro, rame e metalli rari, mentre da frigoriferi e congelatori si recuperano metalli ferrosi e non ferrosi, gas refrigeranti, oli lubrificanti, poliuretano e plastica. Dai piccoli elettrodomestici si ottengono cavi, minuteria, metalli ferrosi e non ferrosi e plastica.

Per partecipare al corretto riciclo, la legge ci offre tre possibilità che non comportano spese extra:

  • consegnare l’apparecchio dismesso al rivenditore all’atto dell’acquisto di uno nuovo equivalente. Per i piccoli elettrodomestici il ritiro presso un punto vendita della grande distribuzione non comporta l’obbligo di acquisto;
  • portare l’apparecchiatura in disuso presso l’isola ecologica comunale che serve la nostra città, dove sarà ritirata gratuitamente;
  • liberarci delle pile esauste usufruendo dei raccoglitori presenti presso rivenditori di elettronica, supermercati e centri commerciali.

Per informazioni: http://www.erp-recycling.it/.

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