La progettazione di un sistema Home Theater è sempre una sfida affascinante, non soltanto da un punto di vista tecnico ma anche per quanto riguarda l’integrazione necessaria con gli elementi di arredo: all’integrazione elettronica si sovrappone quella architettonica e degli interior

I sistemi Home Theater, o più comunemente detti Home Cinema, si sono diffusi principalmente negli Stati Uniti qualche decina di anni fa per poi diffondersi rapidamente anche in altre parti del mondo.

Lo scopo di questi sistemi è quello di riportare gli effetti sia acustici che visivi di una sala cinema all’interno dell’abitazione, ricreando gli stessi effetti tramite un’integrazione completa all’interno dell’ambiente circostante. Questi sistemi hanno rappresentato in un certo senso, viste le caratteristiche di elevata qualità e di prestazioni molto elevate, il preludio all’integrazione dei sistemi che è iniziato, invece, qualche anno più tardi con lo sviluppo di sistemi in grado di integrare tutte le funzionalità presenti all’interno di un’abitazione, partendo dalla rete, per arrivare all’impianto audio video, alla domotica, alla citofonia, al sistema Home Theater. La peculiarità dei sistemi Home Theater è proprio la completa integrazione da un punto di vista elettronico, di arredo, ma anche per quanto riguarda l’isolazione degli spazi e l’acustica. In questo tipo di sistemi, infatti, si deve tenere di conto, da una parte, dell’isolamento dell’ambiente nel quale si andrà a effettuare l’installazione, in modo tale da non disturbare durante la riproduzione audio visiva gli ambienti circostanti, dall’altra, del trattamento acustico necessario per rendere la distribuzione del suono all’interno della sala cinema adeguata agli effetti e agli scopi desiderati.

Gli effetti acustici in un ambiente sono innumerevoli, si passa dall’eco al riverbero, alla riflessione, al rumore. Gli effetti acustici della riflessione e di eco, dovuti alle superfici di pareti, pavimenti e finestre, possono essere ridotti tramite trattamenti in grado di avere effetti sull’assorbimento e sulla diffusione del suono. L’effetto di reverbero è, in una certa misura, comunque accettabile, anche se si utilizza, in genere, un trattamento di superficie con assorbimento al 25% e diffusione al 25%, in modo da contenere eventuali problematiche dovute a questo fenomeno. Il rumore, infine, deve essere isolato tramite opportuni trattamenti con i materiali adeguati. Un ulteriore fenomeno abbastanza frequente è la tonalità non bilanciata, dovuta a un trattamento troppo invasivo operato per agire su un’unica porzione del range di frequenze operative.

Predire questo tipo di fenomeni in fase progettuale e la reale acustica della quale si godrà una volta terminata l’installazione è veramente difficile e uno strumento di ausilio in questo senso è rappresentato dai software di simulazione che, comunque, basano i propri risultati sui materiali utilizzati per rivestire l’ambiente e sulla geometria: più, quindi, i dati inseriti sono corretti e maggiore è la probabilità di avvicinarsi al risultato reale.

Schema di home theater con posizionamento dei componenti

Uno degli aspetti da considerare nella progettazione preliminare di un sistema Home Theater è la quantità di sedute. In ogni progetto, e anche in questo che andremo ad analizzare, esiste una sola seduta preferenziale in base alla quale tutto l’impianto è tarato e che potrà beneficiare delle prestazioni audio e video massime dell’impianto stesso.

Nelle altre postazioni di visione e di ascolto, infatti, si potranno osservare prestazioni leggermente inferiori rispetto alla seduta principale. Un progetto Home Theater, non necessariamente perché dedicato all’ambiente domestico, consiste in quattro o cinque sedute, ci sono impianti di una certa importanza che possono contare anche venticinque sedute. In questo caso, sia la strumentazione che i fenomeni acustici all’interno dell’ambiente, aumentano in complessità.

Case study di un sistema Home Theater

Il sistema Home Theater che prenderemo in analisi consiste in cinque sedute, su una pianta di tipo quadrato. Una delle prime caratteristiche da valutare sono le dimensioni dell’ambiente per verificare l’effettiva adeguatezza della forma ad accogliere l’impianto Home Theater. Nel caso di dimensioni, come in questo caso, quadrate con lato di 5 metri, l’impianto è costituito da una configurazione 5.1. Gli indici 5 e 1 nella configurazione identificano il numero di diffusori e il numero di suSchema di home theater con posizionamento dei componentibwoofer. In questo caso, quindi, sono presenti 5 diffusori e un subwoofer. Ogni elemento inserito all’interno dell’Home Theater ha una propria funzione peculiare: i diffusori servono per ricreare una sorta di “suono 3D” e il subwoofer ha lo scopo di creare i toni bassi del suono. In quest’ottica, i cinque diffusori sono distribuiti all’interno dell’ambiente creando i suoni interni alla scena tramite i tre diffusori anteriori e l’effetto 3D del suono, invece, con i due diffusori posteriori. Il termine “anteriore” e “posteriore” è relativo al posizionamento dei diffusori rispetto allo schermo sul quale sono visualizzate le immagini.

Profilo delle sedute

Ci sono diverse proporzioni e calcoli dei quali tenere di conto per valutare le distanze delle sedute dallo schermo. La grandezza dello schermo, nel caso gli spazi siano vincolati, può essere determinata in base alla distanza dello schermo dalla posizione dello spettatore principale. Partendo dalla distanza dello schermo dalla seduta principale e utilizzando i valori di throw ratio presenti sulle schede tecniche del proiettore, si arriva a definire le dimensioni massime e minime possibili dello schermo.

L’aspetto illuminotecnico

Uno degli aspetti da tenere in considerazione nella progettazione è l’aspetto illuminotecnico e di gestione delle tende. L’impiego, infatti, di corpi illuminanti dimmerati in modo adeguato può essere di completo supporto alla gestione delle immagini. Alle normali luci per illuminare l’ambiente possono essere affiancati, in circuiti separati, dei circuiti luce che da una parte servono per illuminare i percorsi di uscita dalla sala e dall’altra sono introduttivi alla proiezione dei contenuti (nel caso delle preview ad esempio) all’interno dell’Home Theater. Queste funzionalità sono gestite tramite lo stesso controllo in grado di attivare le sorgenti audio e video all’interno dell’ambiente. Tutte queste numerose integrazioni sono importanti per arrivare a considerare questa tipologia di impianti come sistemi integrati a tutti gli effetti e che spaziano dalla gestione dei segnali audio video fino alla gestione dei sistemi di illuminazione e tende. A questo si aggiunge la necessità di integrare in modo completo tutti gli elementi di arredo, basata su nozioni di isolazione e di acustica, per riuscire a realizzare ambienti in grado di riprodurre il suono con le prestazioni e con la qualità desiderate dal committente. Un’ulteriore aspetto, infine, da valutare è la gestione degli spazi tecnici. In impianti di questo tipo, infatti, gli spazi tecnici sono generalmente centralizzati e fanno riferimento a uno spazio tecnico unico per tutti gli ambienti dell’abitazione, Home Theater incluso. In questo caso, quindi, la strumentazione risulterà posizionata all’interno dell’spazio tecnico principale, con la possibilità di collocare nell’ambiente dedicato al cinema soltanto lo schermo e i dispositivi periferici per la distribuzione dei segnali. Questo tipo di soluzione riduce notevolmente gli ingombri presenti in loco oltre a favorire un tipo di installazione molto più “pulita” per quanto riguarda i cablaggi.

 

di Laura Lazzerini

PMP Project Manager Professional, Certificate of Proficiency – Cambridge University, Audio Video & Home Automation Project Manager Studio LGL

 

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