cancelloDopo quasi dieci anni di normalità da qualche tempo, specialmente quando piove, si avvertono scosse elettriche toccando il cancello carraio. L’impianto è alimentato da una cabina d’utente allacciata alla rete ENEL di media tensione a 25 kV. Non tutti e non sempre percepiscono la scossa con uguale intensità ma si paventa una evoluzione pericolosa alla quale si deve porre termine. La documentazione di progetto disponibile non stabilisce valori di resistenza di terra minimi indispensabili; le misure con tester o con megahommetro danno risultati incoerenti. Prima di interpellare costosi laboratori specializzati gradiremmo qualche vostro suggerimento, possibilmente attuabile con operazioni di semplice manutenzione.

A. R. – Pavia

Il fenomeno non si basa sul valore della resistenza di terra ma sulla tensione effettiva misurata con un voltmetro avente residenza interna di 1000 Ω. Tale valore è convenzionalmente attribuito alla resistenza mano- piedi del corpo umano e quindi consente di applicare la legge di Ohm. La tensione ammessa dipende dal tempo si interruzione della corrente e varia tra 50 V (tensione non interrotta) e 160 V (tensione interrotta in non più d 0,5 s). Tutte le tensioni superiori a tali valori sono convenzionalmente ritenute pericolose

Molto probabilmente, l’inconveniente lamentato si spiega con il fenomeno delle tensioni di terra trasferite da terreni con tensioni totali di terra eccessive per la vicinanza di dispersori delle cabine MT.

Il trasferimento avviene mediante strutture metalliche (in genere masse estranee quali tubi dell’acqua, del metano, del teleriscaldamento, recinzioni in rete, corde di terra) in contatto solo molto parziale con il terreno. Questo fenomeno è considerato dettagliatamente dalla norma CEI 11-37, redatta in prima edizione nel settembre 2003 a chiarimento della Norma base CEI 11-1.  Le suddette norme trattano dettagliatamente le misure da attuare in sede di progetto e di prima installazione.

A impianto finito non resta che attuare la bonifica del terreno in modo da ridurre a livelli tollerabili le tensioni di contatto e di passo.  La norma suddetta specifica tre metodi:

  • 1realizzare un dispersore a maglia interrato almeno a mezzo metro di profondità: tale profondità garantisce l’annullamento delle tensioni anche periferiche; occorre solo evitare scavi o attivare segnali monitori, per esempio, interrando una fascia bicolore sopra gli elementi protettivi;
  • realizzare la soglia pericolosa con una soletta di cemento armato rullato; l’ armatura deve consistere in una rete elettrosaldata, a maglia stretta, collocata ad almeno 5 cm dalla superficie calpestabile. Se trattasi di soletta destinata a traffico veicolare,si deve aumentare la profondità della rete e arricchire il cemento;
  • catramare la soglia con uno spesso rivestimento di catrame.

Quest’ultima soluzione sembra la più adatta a risolvere il vostro caso

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