Impianti al Palazzo della Ragione di VeronaIl complesso del Palazzo della Ragione di Verona, vincolato dalla Sovrintendenza per i Beni Artistici e il Paesaggio, è stato oggetto di un’opera di restyling allo scopo di adeguarlo per ospitare la Galleria d’Arte Moderna Achille Forti e renderlo il luogo ideale per un’esposizione permanente. I vari spazi e servizi offerti all’interno dell’edificio storico sono stati sapientemente diversificati in termini di fruizione (bookshop, bar, ristoranti, sala conferenze, spazi per la didattica), rendendoli accessibili a prescindere dalle mostre in corso.

Da luogo di giustizia a sede per l’arte

Il Palazzo della Ragione di Verona sorge come edificio privato a ridosso dell’antico foro romano, oggi piazza delle Erbe, su uno degli isolati formati dal reticolo di cardi e decumani della Verona Romana. L’edificio ha più volte cambiato funzione e in parte anche aspetto, accogliendo negli ultimi anni del XII secolo le nuove magistrature del Comune, e solo con la costruzione della Loggia del Consiglio su piazza dei Signori alla fine del 1400, sotto l’amministrazione veneziana, è stato adibito a tribunale, ovvero a Palazzo della Ragione. La facciata neoclassica sul lato di piazza Erbe, opera dell’architetto Giuseppe Barbieri, venne aggiunta all’inizio del 1800. Nel XIX secolo il Palazzo della Ragione venne riportato al suo originario aspetto romanico e continuò a ospitare il tribunale di Verona fino all’inizio degli anni Ottanta, poi spostato nell’ex caserma Mastino, mentre l’edificio rimase in completo stato di abbandono. Nel 2000 si decise di utilizzare il Palazzo in funzione di centro espositivo e il suo restauro venne affidato a Tobia e Afra Scarpa. Ora il Palazzo della Ragione è a disposizione della comunità non solo nella sua veste di edificio storico, ma anche come spazio museale, trovandovi una collocazione definitiva la Galleria d’Arte Moderna per il quale il direttore artistico Luca Massimo Barbero ha selezionato 150 opere distribuite nei quattro saloni comunicanti che compongono il piano nobile del palazzo. Gli interventi architettonici sono stati condotti dagli Uffici Tecnici comunali sotto la guida dell’ arch. Costanzo Tovo.

Un lavoro complesso

La riqualificazione degli impianti del centro espositivo polivalente del palazzo scaligero si è inserita in un’opera molto impegnativa, che ha comportato il coordinamento e l’interazione di competenze diverse. I lavori hanno riguardato l’illuminazione, la sicurezza, la gestione degli allarmi, la prevenzione degli incendi, realizzando inoltre un sistema di controllo TVCC e un impianto domotico gestibile anche da postazione remota. La progettazione e direzione lavori degli interventi di riqualificazione impiantistica, è stata eseguita dall’ing. Alberto Olivieri di Planex di Verona, già protagonista di altre collaborazioni con l’architetto Costanzo Tovo, con il contributo del prof. Forcolini del Politecnico di Milano in qualità di consulente illuminotecnico. Le aree di intervento all’interno del palazzo della Ragione hanno riguardato: il piano primo dove si trovano Sala ingresso e bookshop, Sala delle colonne, Sala Torre della Cappella, Sala delle udienze, Sala Cappella dei Notai, Sala conferenze, spazi comuni di passaggio, cavedi e spazi tecnici, bussola di ingresso; il piano sottotetto o secondo che ospita il nuovo deposito delle opere d’arte, cavedi e spazi tecnici.

Le soluzioni illuminotecniche

L’impianto di illuminazione esistente risultava ormai inadatto alle nuove esigenze della Galleria d’Arte Moderna e non riqualificabile. Inoltre alcune aree avevano cambiato destinazione d’uso (da sala conferenze a esposizione), mentre altre erano dotate di impianti di illuminazione realizzati con componenti che non consentivano di ottenere le performance richieste, sia in termini di livelli di illuminamento che di possibilità di puntamento. Per continuare a garantire il corretto controllo cromatico dello spazio espositivo si è provveduto pertanto al rifacimento dell’impianto con lo scopo di ottenere elevata efficienza, flessibilità nella regolazione di intensità luminosa, flessibilità nell’esecuzione dei puntamenti sulle opere e facilità di gestione. È stato quindi ripensato il sistema di illuminazione, collocando i corpi illuminanti su binari a soffitto elettrificati a 7 conduttori (3 fasi + controllo DALI) ed eliminando le colonnine metalliche reggi-lampade pensate in origine per i pannelli utilizzati per l’esposizione delle opere.

La domotica

L’impianto elettrico, di illuminazione, meccanico e di sicurezza sono centralizzati su un unico sistema di supervisione che controlla le varie parti e le fa interagire tra loro, con la possibilità di remotare il tutto a distanza. I corpi illuminanti forniti sono dotati di alimentatore elettronico dimmerabile con tecnologia DALI che consente una precisa regolazione dell’intensità luminosa. L’intervento ha previsto l’integrazione/modifica del sistema di regolazione dell’illuminazione esistente per poter integrare e controllare tutti i nuovi corpi illuminanti installati sui binari di nuova fornitura, assieme a quelli esistenti. La gestione degli scenari e delle accensioni viene effettuata mediante tablet touch screen connesso alla rete dati dell’edificio attraverso nuovi access-point Wi-Fi che garantiscono copertura nell’intera area espositiva. La centrale di controllo e i PC con le nuove mappe grafiche rappresentanti i nuovi corpi illuminanti si trovano nella control-room situata al piano terra.

L’impianto di sicurezza

Altro criterio adottato nella progettazione è il concetto di sicurezza, inteso sia come garanzia di funzionamento degli apparati meccanici-elettrici secondo criteri di “riserva”, sia come protezione contro l’intrusione nei locali, protezione delle opere esposte e di salvaguardia contro i possibili incendi. Il complesso museale è stato suddiviso in varie zone di utilizzo, con caratteristiche diverse sia per orario di apertura visitatori sia per esigenze tempistiche; questa suddivisione è fatta anche per realizzare una maggiore economia di gestione. La distribuzione elettrica principale è realizzata con cavi a ridotta emissione di fumi e gas tossici per i circuiti normali, mentre l’illuminazione di sicurezza è realizzata con cavi resistenti al fuoco per due ore, posati entro passerelle portacavi nei cavedi montanti e nei controsoffitti. Gli apparecchi illuminanti per l’illuminazione generale degli ambienti sono suddivisi su due circuiti di cui uno destinato all’illuminazione normale e l’altro a quella di emergenza; in caso di mancanza rete o scatto dispositivi di protezione dei circuiti luce i dimmer dei corpi illuminanti di emergenza si regolano automaticamente per raggiungere i livelli di illuminamento di emergenza stabiliti in progetto. Il palazzo è stato dotato di sistemi di antintrusione e controllo degli accessi, antieffrazione delle opere con sistemi diversi in funzione della tipologia dell’espositore. Tutti gli ambienti sono dotati di sistema di videocontrollo generale degli stessi e particolare delle opere con telecamere connesse su IP. L’edificio infine è dotato di sistema di rilevazione incendio con uso di rivelatori di diversa tecnologia in funzione della tipologia dei locali e del rispetto degli ambienti storici; detto sistema si collega in modo automatico al sistema di evacuazione in caso di emergenza. All’interno del nuovo deposito opere sono stati scollegati i rivelatori ottici di fumo di zona per essere sostituiti da quelli connessi alla nuova centrale di spegnimento incendio. A protezione dei locali sottotetto è stato installato un impianto di spegnimento a gas inerte le cui centrali di spegnimento automatico sono interfacciate sul sistema di gestione degli impianti (BMS) per consentire il monitoraggio continuo di stati e allarmi ed il rapido intervento.

L’intervento sull’impianto illuminotecnico

“Ad esclusione dell’area ‘bookshop’ dove l’intervento si è caratterizzato come un’integrazione e sostituzione tecnologica da tecnologia alogena a LED, nel resto delle aree espositive l’intervento si è caratterizzato come una completa sostituzione dei corpi illuminanti esistenti non più idonei alle attuali esigenze. Le lampade esistenti erano di tipo alogeno e quindi lampade di buona resa cromatica ma inadatte a conseguire gli obbiettivi di durata di vita ed efficienza energetica. In sostituzione ai precedenti faretti alogeni sono stati utilizzati prodotti a tecnologia LED di ultima generazione, dimmerabili. In particolare sono stati installati 170 apparecchi montati su 200 metri lineari di binari elettrificati nelle 5 grandi sale espositive. Accensioni/spegnimenti e dimming sono gestiti da sistema HBES (domotico) integrato e da tablet per renderlo maggiormente fruibile dalle varie sale espositive. Infine, la scelta dei LED e del sistema DALI risolve pienamente le precedenti criticità relative alla scarsa efficienza energetica e alla vita breve delle fonti luminose; il nuovo schema garantisce consumi ridotti rispetto la precedente configurazione e richiede una manutenzione meno frequente trattandosi di LED a lunga vita (nell’ordine delle 55.000 ore). La regolazione e la gestione della luce può essere fatta direttamente dalle sale espositive mediante tablet. Tutti i controlli domotici e di sicurezza, precedentemente ubicati entro locale tecnico esterno alla zona espositiva, sono stati riportati nella zona espositiva stessa. Tale scelta consente una gestione puntuale dell’illuminazione delle sale ed ha soddisfatto appieno le richieste della Committente”. (Ing Alberto Olivieri di Planex).

Progetto museografico e illuminotecnico

Costanzo Tovo – Area LL.PP. – Coordinamento Progettazione

con la  partecipazione di Giovanni Cenna, Gianni Forcolini, Alberto Olivieri, Matteo Salvoro

Direzione dei lavori e richiesta delle certificazioni

Planex

 

(articolo di Antonia Lanari)

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