Domotica e progettazioneIn un condominio costituito da case a schiera l’assemblea condominiale ha deciso di sostituire il vecchio temporizzatore di tipo elettromeccanico destinato all’accensione dei lampioncini dei vialetti con un moderno programmatore elettronico, non più vincolato solo al tempo ma anche alla intensità luminosa e alla presenza di persone nei suddetti vialetti. Ci si aspettava un enorme risparmio energetico sulla fattura della luce che in pratica si è ridotto di soli 80 euro annuali su un totale medio di 230 euro. La spesa totale dell’intervento (posa di 14 sensori di presenza, di un sensore crepuscolare sul tetto e di una videocamera all’ingresso principale, compresa la posa di condutture (circa 280 m) in parte interrate nei giardini privati , è stata di 8600 € (contenuta al massimo grazie alla collaborazione di un condomino elettricista che ha offerto la sua consulenza e la sua opera gratuitamente). Tale spesa, divisa tra i 12 condomini, non ha suscitato particolari problemi perché la domotica, nelle comuni aspettative generate dalla propaganda massiccia in atto su questo tema, vale più dei 717 € a testa. Non è così per il sottoscritto, avvezzo a fare i conti con la ragioneria: infatti ci vogliono più di 100 anni per ammortizzare l’investimento! Non Vi pare che ci siano troppe esagerazioni nell’ enfatizzare i “miracoli” delle nuove tecnologie? Certamente è un bel “business” per gli imprenditori! Ma per Pantalone? Non voglio credere che i soliti cialtroni siano arrivati a invadere anche la moderna e benemerita tecnologia della domotica. (“quesito” di Alfredo Lorenzetti, Parma).

Domotica, questione seria

Siamo convinti che la domotica sia una tecnologia seria e benemerita e che i tecnici che se ne occupano con entusiasmo e passione non hanno nulla di cialtronesco da rimproverarsi. Purtroppo, si deve invece constatare che attualmente non è sufficientemente consolidato il concetto di necessità della progettazione, considerata ancora da molti, come un adempimento più burocratico che utile ai fini della sicurezza e dell’economia degli impianti tecnologici. In tutte le tecnologie moderne i risultati pratici sono più o meno positivi se il progettista è più o meno professionalmente aggiornato; quando il progettista non esiste, perché ritenuto “una spesa inutile” i risultati sono sovente disastrosi. Non se la prenda a male, ma pare che la situazione da Lei lamentata rientri nel suddetto caso. Il buon progettista infatti è avvezzo, similmente a Lei, a fare i conti con la ragioneria, oltre che con l’ingegneria. La consigliamo di far presente al generoso condomino “elettricista” un famoso detto di Timothy Taylor (il vate della tecnologia automobilistica USA), debitamente adattato alla moneta europea , che recita “il progettista è colui che con 10 € fa bene ciò che un dilettante fa male con 100 €”. (articolo di Fabrizio Bignami).

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