Massimo Valerii Presidente KNX ItaliaSull’evoluzione professionale della figura del system integrator abbiamo raccolto il parere dell’ing Massimo Valerii, Presidente di KNX Italia

Professione system integrator: come si acquisisce? Quali prerogative deve avere un tecnico per operare come integratore?

“La professione di un system integrator è un percorso che non può che aver inizio da una formazione tecnica “didattica” alla quale deve seguire una lunga esperienza in campo. La formazione tecnica deve comprendere le tecnologie impiegate, quella continua sui prodotti attraverso fiere, convegni e presentazioni, l’esperienza di installazione sul campo fatta di soluzione di problemi, nonché la partecipazione a tavoli in cui scambiare esperienze e confrontarsi con altri professionisti del settore. Le prerogative per essere un buon professionista sono: avere ottime competenze tecniche; avere una apertura mentale a lavorare in modo “sartoriale”, non scegliendo proposte aziendali predefinite ma costruendo soluzioni che rispondano con il miglior rapporto qualità prezzo alle esigenze del cliente; non legarsi alla singola tecnologia. In Italia è diffuso il luogo comune che la formazione si acquisisca sul campo. Questa è necessaria ma non sufficiente. Soltanto KNX Italia, con il suo centro di formazione sulla tecnologia KNX ha formato in 15 anni oltre 1500 professionisti”.

Come è oggi strutturato il mercato dell’integrazione? Quali rapporti mantiene con il mondo della progettazione elettrica? Esistono progettisti anche integratori?

“Nel mercato italiano la figura dell’integratore è nata come evoluzione sia del mondo della progettazione che quello dell’installazione. Quindi non solo possono coesistere ma sono nate proprio così! Rapporti esistono ma non sono così consolidati come in altri paesi. Il mondo della  progettazione così come il mondo dell’installazione  e quello dei costruttori e della distribuzione dovrebbero prendere atto che nel mondo dell’impiantistica è indispensabile la figura dell’integratore di sistema che è il direttore d’orchestra degli impianti. Fuori dai nostri confini nazionali questo già avviene con successo e produce installazioni di elevato valore tecnologico, di qualità e affidabilità”.

Quanto è praticata l’integrazione nell’edilizia in Italia?  Quale tipologia di integrazione e quale tipologia di applicazioni sono più presenti oggi?

“L’integrazione più importante, anche legata all’attenzione che oggi ruota intorno all’efficienza energetica è quella tra impianto elettrico e termoidraulico.  Praticata purtroppo lo è poco perché né tra i progettisti né tra i committenti stessi né tra gli installatori c’è questa consapevolezza che l’evoluzione tecnologica dell’edificio passa attraverso l’integrazione dei sistemi”.

Quale importanza ha la capacità di saper integrare anche standard diversi fra loro?

“È fondamentale e sarà sempre un valore maggiore. E proprio questa capacità darà valore aggiunto alla professione dell’integratore di sistema. Pur nello sforzo di tutti i costruttori in particolare del mondo KNX, non esisterà mai uno standard comune per qualsiasi aspetto tecnologico dell’edificio e pertanto l’integrazione sarà sempre qualcosa di complesso e tecnicamente sofisticato che richiederà sempre maggiore professionalità”.

Esistono statistiche sulla presenza degli integratori in Italia?

“In Italia la figura dell’integratore di sistema è assolutamente sottovalutata, tanto che molte figure diverse si improvvisano a farla. Paesi in cui è parte essenziale della filiera sono ad esempio il Regno Unito e la Germania.  Non ho dati precisi del mondo dell’integrazione di sistema, ma il numero certo che posso produrre è quello degli oltre 2000 KNX Partner Italiani, soggetti formati da training center KNX e destinati a diventare integratori si sistema KNX”. (intervista a cura di Lara Morandotti).

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