Sembrano trapezisti che si dondolano sui fili tesi a decine di metri di altezza, ma le tute ed i caschetti colorati che colpiscono lo sguardo incredulo degli automobilisti in viaggio lungo l’autostrada Milano-Genova non appartengonoagli acrobati di un circo! Da qualche settimana a questa parte, operai altamente specializzati stanno ultimando la posa dei cavi per la nuova linea ad alta tensione che corre proprio a  ridosso dell’autostrada A7 per un tratto di alcuni chilometri compresi fra Bereguardo e Binasco. Si tratta di una parte del nuovo elettrodotto a 380 kV destinato a collegare Piemonte e Lombardia fra le stazioni elettriche di Trino Vercellese e Milano Lacchiarella.Tale opera si inserisce in un piano più ampio di ottimizzazione e razionalizzazione della rete nazionale di alta tensione realizzatoda Terna, con l’obiettivo di risolvere le congestioni  ed i colli di bottiglia che pesano sulla trasmissione elettrica nella zona nord-occidentale del paese. Significativi i numeri di questo progetto avviato nel 2003: 95 km di tracciato, 215 km di linee già esistenti che verranno smantellate perché considerate obsolete e 41 enti coinvolti (2 regioni, 3 province, 2 parchi e 34 comuni) per un investimento totale stimato pari a circa 300 milioni di Euro. I benefici di un’opera tanto impegnativa impatteranno sull’incremento della capacità di trasporto della rete elettrica, che verrà anche rinnovata alla luce delle tecnologie più moderne, diminuendone significativamente l’impatto ambientale: con le nuove linee, infatti, si stima che potranno essere ridotte le perdite di rete per 220 milioni di kWh/anno e si eviteranno emissioni di CO2 per 150.000 tonnellate all’anno, all’incirca pari all’anidride carbonica assorbita da 5.000.000 di alberi di medie dimensioni. Non solo: il nuovo elettrodotto si pone l’ambizioso obiettivo di limitare quanto possibile l’ingombro e l’impatto visivo dei nuovi sostegni rispetto ai tralicci tradizionali, solitamente molto imponenti ed esteticamente poco accattivanti.  Su di un numero complessivo di 263 strutture, infatti, meno del 25% è stata realizzata, per esigenze tecniche, con i classici tralicci reticolari piramidali, che sembrano spesso offendere il paesaggio in cui si trovano. La stragrande maggioranza dei sostegni della linea è, invece, di tipo tubolare monostelo, caratterizzato da un ingombro 15 volte inferiore rispetto ai sostegni tradizionali. In particolare lungo la A7 sono stati installati – per la prima volta in Italia su linee ad alta tensione –  6 nuovissimi tralicci che si caratterizzano per un design pulito ed essenziale che evoca flessibilità e leggerezza:  realizzati in lamiera tagliata al laser e piegata a freddo e prodotti dalla Tecnopali, i piloni “Rosental-Dutton”, dai nomi rispettivamente dello studio e dell’architetto che li hanno ideati, sono compatti e slanciati, pronti a danzare con la natura che li circonda, come promette il nome del progetto che li ha concepiti “Dancing with nature”. Moderni alberi che aprono i loro rami verso il sole, essi rappresentano una sintesi magistrale di tecnologia, funzionalità ed estetica integrata nel paesaggio e dimostrano che anche l’opera dell’uomo, se intelligente e rispettosa, riesce ad inserirsi nell’ambiente senza ferirlo, riflettendone addirittura la bellezza.

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1 commento

  1. Architettonicamente belli e meno ambientalmente impattanti; mi auguro soltanto che siano stati metallizzati allo zinco (il sistema più efficace e meno costoso contro la corrosione) o comunque protetti in modo efficace con un rivestimento di zinco; altrimenti la ruggine li deturperà ben presto, con beffa per l’ambiente e soprattutto maggiori costi di manutenzione.

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