L’Energy & Strategy della School of Management del Politecnico di Milano ed RSE [1], con il contributo di JRC ed il supporto di Axpo, Edison, Enel X, E.On, EP Produzione, Epq, ERG e Siram, hanno curato la redazione di uno studio dal titolo “Analisi dello stato attuale e delle possibili evoluzioni dei mercati elettrici in Italia[2], il quale intende analizzare lo stato attuale e le prospettive di sviluppo del Mercato per i Servizi di Dispacciamento (MSD) in Italia, con particolare attenzione alle potenzialità delle soluzioni adottabili per il superamento delle “criticità” che attualmente caratterizzano tale mercato.

Lo studio, articolato in 5 sezioni, prende le mosse da un’analisi critica dell’attuale assetto del Mercato dei Servizi di Dispacciamento (MSD) in Italia, da cui emerge che la massiccia diffusione delle FRNP – conseguente al perseguimento degli obiettivi di decarbonizzazione – determina una serie di “criticità” di gestione del sistema elettrico, ascrivibili all’attuale assetto regolatorio del MSD, ai sensi del quale solamente i grandi impianti di produzione (di taglia superiore a 10 MVA) programmabili forniscono le risorse necessarie alla regolazione del sistema. Alla luce di queste premesse, lo studio intende valutare l’ampliamento della platea di soggetti che possono offrire servizi di regolazione, sia in forma singola che aggregata, come soluzione per il superamento di suddette criticità.

L’impatto atteso dell’evoluzione del mercato elettrico italiano sul funzionamento del MSD e sui relativi costi è analizzato con riferimento a su 2 scenari alternativi: (i) scenario «Base», di evoluzione tendenziale del sistema a policy attuali; e (ii) scenario «SEN», il quale prevede obiettivi più ambiziosi per il nostro Paese, definiti all’interno della SEN. Rimandando alla versione integrale per l’analisi di dettaglio sulle assunzioni ed i risultati, dall’analisi emerge che il raggiungimento degli obiettivi al 2030 fissati per il nostro Paese dalla SEN determinerebbe un costo netto per il sistema pari a circa 835 mln €, circa 5 volte maggiore rispetto allo scenario “Base”. I maggiori costi dello scenario “SEN” sono riconducibili ad un sistema poco flessibile, in cui gli impianti FER, i sistemi di accumulo e la domanda non possono fornire servizi di bilanciamento. Risulta quindi evidente la necessità di identificare “nuove” risorse di flessibilità che possano permettere il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo del sistema elettrico nazionale fissati dalla SEN, senza minarne la sicurezza di funzionamento e – soprattutto – con costi per il sistema più contenuti. L’Italia, che con la Delibera 300/2017 dell’ARERA si è inserita pienamente in questo solco tracciato a livello europeo, si trova in una prima fase di progetti pilota che hanno coinvolto diverse tipologie di aggregati virtuali, tra cui in particolare le Unità Virtuali Abilitate Miste (UVAM), analizzate in dettaglio nella Sezione 5.

L’analisi di due possibili scenari “evolutivi” del sistema elettrico nazionale – che riguardano la diffusione di «nuove» risorse di flessibilità – fa emergere che la partecipazione delle FRNP alla fornitura di servizi di riserva a scendere (limitata prudenzialmente al 50% sull’approvvigionamento totale delle risorse approvvigionate) determinerebbe una riduzione dell’onere sostenuto dal TSO del 60% rispetto allo scenario “SEN” senza interventi. La partecipazione dei sistemi di accumulo e delle UVA, in aggiunta alle FRNP, determinerebbe un’ulteriore riduzione del costo da movimentazioni per la predisposizione di margine, il quale si riallineerebbe sui valori ottenuti per lo scenario “Base”.

L’iter di realizzazione dello studio, che ha previsto una serie di tavoli di lavoro tra i curatori dello studio e le imprese che lo hanno supportato, si è concluso nel mese di Marzo 2019 con un workshop cui hanno preso parte rappresentanti di Terna ed ARERA. L’evento – avente come principale obiettivo quello di mettere a fattor comune le prime esperienze sulle UVAM e riflettere sull’articolazione del quadro regolatorio – ha rappresentato un momento di confronto costruttivo tra operatori ed istituzioni su uno dei temi maggiormente attuali e che contribuirà a ridisegnare la fisionomia del sistema elettrico nei prossimi anni.

[1] L’attività svolta da RSE è stata finanziata dal Fondo di Ricerca per il Sistema Elettrico (Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico 16 aprile 2018)

[2] Scaricabile gratuitamente previa iscrizione al sito www.energystrategy.it alla sezione Report – Mercati elettrici in Italia.

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