L’Università di Camerino e iGuzzini tracciano con Configuring Light le linee guida per una progettazione ‘sociale’ della luce nei villaggi delle SAE (soluzioni abitative di emergenza)

Il progetto formativo, promosso dalla Scuola di Architettura e dall’azienda di Recanati, si inserisce nel ciclo Social Lightscapes Workshops ideato da Configuring Light, team di ricerca interdisciplinare della London School of Economics

La Scuola di Architettura e Design ‘E. Vittoria’ dell’Università di Camerino, con sede ad Ascoli Piceno, e iGuzzini, azienda leader nel settore dell’illuminazione architetturale, in collaborazione con il team di ricerca interdisciplinare della London School of Economics Configuring Light, presentano alla comunità delle SAE – nate in seguito al disastroso terremoto del 2016 – i risultati del workshop appena concluso. La competenza e la consapevolezza della ricerca sociale nell’ambito del lighting design come mezzo di valorizzazione dello spazio pubblico è il tema del progetto coadiuvato dal Comune di Arquata del Tronto e rivolto a studenti di design e di architettura.

Alla guida del team di progetto Don Slater, Co-Director di Configuring Light e Associate Professor (Reader) in Sociology della London School of Economics (LSE), ed Elettra Bordonaro, Lighting Designer e Co-fondatrice del Social Light Movement. Durante i quattro giorni, i futuri progettisti hanno svolto un attento lavoro di studio e osservazione diretta degli spazi fisici e dell’uso di questi ultimi da parte dei cittadini, culminato nel confronto con la comunità locale.

Sulla base di quanto emerso nella fase di analisi, il team ha elaborato delle soluzioni migliorative per le diverse aree prese in esame, attraverso l’installazione temporanea di apparecchi di illuminazione e puntuali interventi di arredo urbano. I risultati sono stati poi presentati ai residenti, alle autorità locali e agli enti interessati, con l’auspicio che tale metodologia progettuale possa, nel prossimo futuro, essere adottata per la formulazione di ipotesi progettuali per i villaggi delle SAE. Il workshop ha messo in luce come un’illuminazione attentamente studiata possa favorire la coesione e l’integrazione delle persone che abitano uno spazio sociale, riqualificando al contempo il luogo stesso.

Quella di Pescara del Tronto rappresenta una nuova tappa di Social Lightscapes Workshops. Social Research in design for lighting professionals. Il ciclo di workshop, che ha avuto inizio nel 2015, prima di approdare a Pescara del Tronto, ha toccato sei tappe in tutto il mondo – Londra, Muscat, Timiŝoara, Brisbane, Roma e Parigi – andando a prendere in esame contesti urbani e tematiche molto diverse tra loro.

“I temi del workshop Social Lightscapes Design sono stati la comprensione di come si possono realizzare migliori condizioni di socialità e di vivibilità negli insediamenti temporanei di emergenza, in che modo la luce possa aiutare a rendere più vivi e praticabili gli spazi pubblici nascosti, anonimi e privi di qualità tra le schiere delle abitazioni provvisorie, di ricordare e rivivere gli spazi d’incontro della città distrutta, creando un legame tra le due realtà. Gli studenti della Scuola di Architettura e Design e gli abitanti degli insediamenti provvisori, guidati magistralmente dai team leader, hanno così potuto comprendere il ruolo che la partecipazione sociale può svolgere nei processi di progettazione urbana ed il ruolo del design come guida ai processi di trasformazione degli spazi e dei servizi pubblici. Ringrazio anche a nome di tutta la Scuola la iGuzzini e la London School of Economics per aver voluto fornire ai nostri studenti questa importante esperienza di vita e di formazione”. Prof. Giuseppe Losco, Direttore della Scuola di Architettura e Design “E. Vittoria” dell’Università di Camerino.

“Questo workshop ci ha permesso di lavorare a stretto contatto con gli abitanti delle zone colpite dal terremoto, capendo come poter ricostruire le loro vite profondamente cambiate dalla tragedia. Partendo dall’illuminazione e sfruttando delle installazioni capaci di mostrare come la luce possa influire concretamente sugli spazi urbani, abbiamo lavorato applicando una visione d’insieme che unisce gli aspetti tecnici di design a quelli più legati alla comprensione sociale. Creare un collegamento tra la luce o, più in generale, tra elementi di design e i bisogni concreti delle persone è un processo non semplice. Il workshop ha però permesso di dar vita a una breve ma intensa collaborazione tra gli studenti coinvolti e i residenti, esplorando a fondo il loro modo di intendere lo spazio sociale e sviluppando le soluzioni più adatte ai loro bisogni.” Don Slater, Co-Director di Configuring Light e Associate Professor (Reader) in Sociology della London School of Economics (LSE).

“Il workshop è risultato estremamente interessante. È stata la prima volta in cui abbiamo lavorato in un contesto abitativo di emergenza temporanea. La comunità, nonostante il trauma ancora vivo del sisma, ha accolto noi e gli studenti come fossimo una famiglia, contribuendo in maniera superlativa al risultato del workshop. Lavorare sulla luce in questo contesto potrebbe sembrare superfluo e non necessario, ma la luce rivela come la popolazione viva e quali siano le loro attività, quali possano essere ancora svolte e quali no. La ricerca sociologica ci ha portato in breve tempo a comprendere meglio i problemi di Pescara del Tronto e speriamo sia stato utile anche ai residenti per capire quale via percorre nel processo di ricostruzione.” Elettra Bordonaro, Lighting Designer e Co-fondatrice del Social Light Movement.

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