La Proprietà Intellettuale è quella branca del diritto che permette, tra le altre cose, di trasformare le invenzioni e le innovazioni in valore economico grazie alla loro protezione giuridica, che può essere di carattere nazionale o anche internazionale. Poiché le fonti rinnovabili e l’efficienza energetica sono ambiti in cui l’innovazione gioca un ruolo da protagonista, è utile andare a vedere in che modo la Proprietà Intellettuale, in particolare i brevetti, può essere un volano per un’accelerazione proprio delle tecnologie verdi.

È stato questo il punto di partenza del convegno internazionale “Proprietà Intellettuale, Gestione delle Tecnologie Verdi e di Mitigazione dei Cambiamenti Climatici” (“Intellectual Property, Managing Green Technologies and CCMT”) organizzato dall’Università Luigi Bocconi di Milano gli scorsi 10 e 11 ottobre.

Il convegno ha rappresentato l’occasione per far incontrare, da una parte, gli specialisti dell’innovazione nel settore delle tecnologie green e, dall’altra, i policy-makers della Proprietà Intellettuale.

Sono infatti intervenuti relatori dell’EPO-Ufficio Europeo dei Brevetti (sponsor del convegno organizzato dall’Università Bocconi), dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC), dell’Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale (WIPO), dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), dell’Agenzia Internazionale delle Energie Rinnovabili (IRENA).

Al convegno sono intervenuti anche alcune fra le maggiori aziende globali delle fonti rinnovabili, come i produttori di inverter solari SMA e ABB, Jinko Solar (principale produttore al mondo di moduli solari fotovoltaici) e la start-up italiana Solbian, maggiore produttore mondiale di moduli solari per applicazioni nautiche.

Il Prof. Arthouros Zervos della National Technical University di Atene e Presidente di REN21 (Renewable Energy Network for the 21st Century) ha delineato nel suo key note speech il quadro attuale dello sviluppo delle rinnovabili nel mondo. «Il 2017 è stato un altro anno di successo per le energie rinnovabili, visto che la capacità globale delle rinnovabili è cresciuta di quasi il 9% rispetto al 2016, a oltre 2.195 GW alla fine dell’anno – ha affermato il Prof. Zervos -. Uno sviluppo principalmente guidato dal solare fotovoltaico (55% del totale delle rinnovabili) e dall’eolico (29%). Malgrado questi numeri, non saremo però in grado di rispettare gli obiettivi stabiliti dall’accordo di Parigi sul clima nel 2015 e dovremo fare uno sforzo ulteriore soprattutto nei settori della produzione di calore e della mobilità».

«Grazie al nostro convegno siamo stati in grado di identificare una serie di raccomandazioni che potranno essere utili per promuovere un accesso migliore delle innovazioni ambientali al mercato – ha spiegato il Prof. Laurent Manderieux dell’Università Bocconi –. Fra le raccomandazioni, ci sono gli incentivi pubblici alla ricerca e alla brevettazione, un trasferimento più agevole delle tecnologie dai centri di ricerca o dalle imprese innovative verso le imprese di produzione, un migliore utilizzo delle base dati pubbliche per la ricerca in green tecnologies e il co-patenting, cioè i casi di più aziende che brevettano insieme una singola innovazione. Inoltre, è stato raccomandato di facilitare i sistemi di licenza di brevetti soprattutto a favore dei paesi in sviluppo».

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