Davide Letizia, Cloud Solutions Specialist di Ovh, ha spiegato come la società francese è di fatto l’unico cloud provider europeo, con 28 datacenter distribuiti su 4 continenti. Investimenti di oltre 1,5 miliardi di euro in 5 anni hanno portato grandi risultati e, ha sottolineato Letizia, nessun datacenter è raffreddato con aria condizionata, bensì ad acqua.

Il PUE (Power Usage Effectiveness) dei datacenter di Ovh (interamente progettati ed operati da OVH stessa) è bassissimo, 1.08: si tratta dei valori minimi oggi ottenibili, e dimostrano senza tema di smentita la grande competenza di Ovh nella progettazione di datacenter.

La società francese ha strategicamente scelto la semplificazione, senza però compromettere ciò che rende le soluzioni Ovh diverse e allettanti, come il rapporto qualità-prezzo competitivo, un’ampia gamma di prodotti e un sistema di consegna veloce.

Quest’ultimo parametro è stato sottolineato con forza da Letizia: Ovh permette ai clienti di scalare quanto necessario, in lassi di tempo decisamente allo stato dell’arte.

Per ottenere questo livello di efficienza, Ovh è in grado di avere controllo completo su tutta la supply chain. Difficile immaginare ulteriori livelli di ottimizzazione, ma il manager di Ovh ha comunque ricordato che in azienda nessuno si sente appagato, ma anzi ci si impegni per alzare sempre più il livello.

Anche per quanto riguarda lo sfruttamento completo dei server, nulla viene lasciato al caso. Quando essi vengono decommissionati dal cliente, i server vengono disassemblati e offerti su altra linea a clienti con minori esigenze in termini di performances. Questo si traduce in una vita dei prodotti di ben 15 anni, a tutto vantaggio di TCO e ambiente.

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